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日志


1月7日

viaggio ad amsterdam 1a parte

Viaggio ad amsterdam 26 dic 2006 30 dic 2006

1° giorno

A me tocca l'arduo compito di raccontarvi questa vacanza strepitosa,dunque cominciamo, i signori passeggeri sono pregati di allacciare le cinture di sicurezza, mettetevi comodi e godetevi il viaggio.

E' stata una vacanza a dir poco fantastica, non ho mai visto tanti musei in tutta la mia vita, e non ho mai provato niente di così................ma andiamo con ordine e non affrettiamo i tempi.

Cominciamo dal 26 Dicembre 2006 giorno della partenza, sveglia alle ore 6,10(credo) io e il mio amoruccio santo ci prepariamo, ben aggogghindati saliamo in macchina e partiamo in direzione aereoporto di Orio.

Oh quasi dimenticavo di ringraziare il mio cognato preferito Alessandro che si è "offerto" di accompagnarci (grazie ale).

Arrivati in aereoporto ci mettiamo subito alla ricerca del check in, impacchettiamo la mia valigetta, o meglio ce la facciamo impacchettare ben bene, imbarchiamo i bagagli e attendiamo con impazienza l'orario della partenza.

il viaggio in aereo è stato breve ed intenso, per me era la prima volta e mi sono divertita un sacco, mi piace il decollo quella sensazione d vuoto alla stomaco bello bello bello.

Atteriamo all'aereoporto di Schipol, come dove è Schipol?!? ignoranza Santa!!!!!!!!!!!!! E' l'aereoporto di Amsterdam! ...Comunque, atterriamo dopo solo un ora e trenta di volo e andiamo a ritirare le valigie, io riconosco al volo la mia e la acchiappo senza troppi problemi, livio invece che, come molti sanno, è un pò cecato, non riconosce la sua e dopo il secondo giro sul nastro trasportatore, stanco di stare ad aspettare il suo padrone distratto, il bagaglio scende da solo dal nastro... ovviamente scherzo però un paio di giri quel trolley se li è fatti, magari si è pure divertito.

Ci dirigiamo verso una macchinetta per tentare di fare i biglietti del treno, all'inizio ci sono state un pò di difficoltà, primo perchè non sapevamo usare stà cavolo di macchinetta e secondo perchè si era creata dietro di noi una fila interminabile, siamo comunque riusciti a fare stì due bigletti e abbiamo trovato senza tropppe difficoltà il binario per arrivare in stazione centrale, proprio nel cuore di amsterdam

Dopo pochi minuti arriviamo, l'edificio della stazone è meraviglioso in più intorno c'è tutto il tipico paesaggio da cartolina di Amsterdam con i suoi canali e le sue casette strette e attaccate.Bagagli in mano prendiamo il tram che ci porta a Stadauderskade la via del nostro hotel.

La camera è piccola ma confortevole c'è un letto matrimoniale ai piedi del quale c'è una parete su cui è attaccato un televisore al plasma, a 1 metro dal letto c'è la porta del bagnetto piccolo ma con tutti i confort : wc, lavandino,e vasca da bagno, il bidet no.

Sistemiamo le valige e ci prepariamo ad uscire in esplorazione, prima però dobbiamo collaudare la macchinetta che scalda l'acqua e prepararci un buon thè e così facciamo, dopodichè la sottoscritta si prepara alla vestizione, maglione di lana, sciarpa, guanti, cappellino di lana, calzine e scarpe da ginnastica, si perchè per quanto se ne dica ad Amsterdam fa un freddo cane e io, che mi ero portata dietro la collezzione di ballerine da portare senza calze, nemmeno ci ho provato a metterle per uscire dall'albergo dato che appena uscita dell'aereoporto un vento gelido mi ha ibernato dalla punta dei piedini nudi alla punta dei capelli tinti, perciò così vestita io e il mio santo protettore "Livio da predore" partiamo in direzione non ben definita.

Dopo ore ed ore di cammino ci accorgiamo di un lievissimo particolare, tutti i negozi e la maggior parte dei bar sono chiusi e la città è semivuota....... mmmmm ma come mai??????dopo lunghe ed intense riflessioni ci viene in mente che è Santo Stefano e dunque anche in questa graziosa cittadina chiamata Amsterdam è festa. La sottoscritta, che si era messa in testa di visitare tutti i negozietti vintage che incontrava, si rassegna alla triste sorte e prosegue direzione museo di van gogh.

Facciamo il biglietto ed entriamo, niente code interminabili come ci aspettavamo, il museo è bello grande, si lascia visitare senza troppe pretese, facile da capire grazie alla spiegazioni vicino ai quadri e allla biografia del pittore scritta sui muri del museo.

Vi dico la verità alcune cosette me le son fatte tradurre dal mio amor, visto che è scritto tutto in olandese e inglese....ma proprio due cosine....vero amore?????????'

Alla fine della visita le nostre gambine cominciavano a fare "giacomo giacomo", non per la paura ma per le troppe ore di cammino, non siamo mica abituati, almeno io, così decidiamo di tornare in albergo, prima però, dato che si avvicinava l'ora di cena e il nostro panciano cominciava a reclamare c siamo fermati in una specie di bar ristorante abbiamo ordianato qualcosa da mangiare e dopo poco siamo tornati in albergo, ci siam messi sotto le lenzuola e....................................... Buona notte amore.ZzZzZzZzZzZzZzZz